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giovedì, 08.11.07
Lilith.
Lilith è il demone femminile della religione mesopotamica associato alla tempesta, ritenuto apportatrice di disgrazia, malattia e morte. La figura di Lilith appare inizialmente in un insieme di demoni e spiriti legati al vento e alla tempesta, come è il caso nella religiosità sumerica di Lilitu, circa nel 3000 a.C. Vari studiosi datano l'origine verso il 700 a.C.[1]. Lilith compare nell'insieme di credenze dell'Ebraismo come un demone notturno, ovvero come una civetta che lancia il suo urlo nella versione della cosiddetta Bibbia di Re Giacomo. Secondo la tradizione della cabala, è il nome della prima donna creata, prima compagna di Adamo e precedente ad Eva. La sua figura, delineata nel Medioevo, risale a miti e leggende antiche della Mesopotamia. Nell'immaginario popolare ebraico è temuta come demone notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e dotata degli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria.
Alla fine dell'800, in parallelo alla crescente emancipazione femminile nel mondo occidentale, la figura di Lilith diventa il simbolo del femminile che non si assoggetta al maschile e, rivalutata nelle religioni neopagane, viene posta a fianco di simboli come quello della grande Madre.
Stile libero / elena / giovedì, 08.11.07 @ 11:23:12
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Commenti
Vale | lunedì, 12.11.07, 19:12:44
Nelle fiabe gli aspetti negativi della femminilità sono legati alla strega e alle varie madri malefiche come matrigne e orchesse che adescano e nutrono l’eroe non per prepararlo al mondo, ma per intrappolarlo e trattenerlo a sé anche tramite il divoramento (dopo averlo ingrassato per benino). Rappresentano un utero che dispensa vita, nutrimento e protezione, ma che nello stesso tempo non consente l’uscita e diviene trappola mortale. Mi sa che Lilith è tra la strega e la fata.
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