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20/06/08

Valore


Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca, Opera sull'acqua
valeria / 20/06/08 @ 19:19:56
Stile libero / Commento: 1



11/06/08

Leader o Manager?


Di cosa ha maggiormente paura un manager? Qual' è l’atteggiamento vincente?
In cima alla lista c’è LA PAURA del fallimento, fallimento professionale e quindi personale!
I migliori leader hanno fallito più volte, ma si sono rialzati e hanno continuato.Sulla strada verso il successo di una impresa c’è quasi sempre uno o più fallimenti. Manager o leader?
Il manager, per il raggiungimento degli obiettivi, pianifica e organizza, mettendo in atto tattiche e strategie che minimizzino il rischio.
Il leader “naturale” (l’esempio storico di Garibaldi è emblematico!) sembra invece cercare il rischio non in sé ma perché ha una “ vision “ per la quale è pronto ad affrontare ogni genere di ostacoli per la concretizzazione del ‘sogno’. Si tratta di prospettiva diversa. Mentre il manager pensa a gestire, migliorare ed espandere , il leader pensa in modo intuitivo, diretto, alla concretizzazione della sua “vision”
Drucker:Il manager fa le cose nel modo giusto; il leader fa le cose giuste.
Il leader tende a fidarsi della sua intuizione e delle sue emozioni, il manager è solitamente più pragmatico, si affida al saper fare ,al come fare, al quando fare. Ecco perché la gente tende a seguire i leader: perché essi fanno leva sull’aspetto emotivo. Il manager è un professionista esperto nel suo campo, che ha il know how e l’expertise di come funziona il sistema azienda.
Un leader puo’ anche non avere la necessaria expertise, ma avere nuove idee e una visione più a largo raggio, intuire ciò che non è ancora emerso: un trend,un cambiamento…. Alcuni esperti di management sostengono che un grande manager è anche un buon leader. Quasi mai. Un manager efficiente ed efficace può non essere un leader.Ma un leader deve avere delle abilità manageriali per realizzare la sua vision.Capire queste differenze è fondamentale per il funzionamento di un’organizzazione e il successo di una azienda.
Quando si realizza quindi il manager “ideale” ? Quando le capacità di pianificazione, organizzazione, guida e controllo (abilità apprese!) si innestano, integrandosi, sulle qualità naturali di carisma e di capacità connettive del gruppo.
Una delle abilità più preziose, ma spesso non considerate, che il leader-manager deve avere è l’abilità di procedere oltre. E’ più che avere il giusto atteggiamento verso la correzione dell’errore! E’ un passo al di là del rischiare. L’abilità di ‘andare oltre’ è quella di fare un passo indietro, dopo il fallimento,imparare dagli errori commessi e poi fare un passo in avanti verso una direzione migliore. Ognuno commette errori, ma la differenza fra le persone che vogliono raggiungere un obiettivo e coloro che vogliono raggiungere realmente un obiettivo è la percezione del fallimento e in seguito la risposta al fallimento. Le grandi menti hanno uno scopo, gli altri hanno desideri. Chi non ha una "vision" puo’ essere travolto dai fallimenti. Le grandi menti si sollevano al di sopra di essi (Washington Irving).
Gli errori sono inevitabili e il fallimento è il prezzo da pagare sulla strada del successo. Funziona così: più si impara ad andare oltre il fallimento, più presto si può concretizzare un obiettivo, specie se difficile. Qui il seguito.

elena / 11/06/08 @ 10:42:21
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29/04/08

The day after.



elena / 29/04/08 @ 11:55:21
Stile libero / Commenti: 2



24/04/08

C'era una volta in San Gottardo.


Il corso san Gottardo di una volta non c'è più, si sa. Al posto del callista c'è Intimissimi, al posto del vetraio c'è Limoni, e così via. Resistono due chicche della "vecchia Milano" che ci impegnamo a sostenere con tutti noi stessi: la vecchia cartoleria, che vende più polvere che penne, e il negozio della gomma. Due mondi a parte, uno di fronte all'altro, divisi dal nuovo tram verde lungo quanto il corso.
Ieri passando davanti al secondo ho visto il mio cane in vetrina! Blick arrogante e altezzoso quando chiede cibo, Blick che simula sottomissione. Entro, lo voglio, lo faccio estrarre dalla vetrina, penso: è per mia sorella, dico: è per una bambina, di quanti anni?, quarant..., quattro.


elena / 24/04/08 @ 19:32:50
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21/04/08

Danny Phantom Fe-de-rici.



"Danny and I worked together for 40 years - he was the most wonderfully fluid keyboard player and a pure natural musician. I loved him very much...we grew up together." —Bruce Springsteen

elena / 21/04/08 @ 16:34:47
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