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27/09/07
Non riesco ad esprimere il disprezzo che provo per queste scene, dove gente di pace si confonde con macchie di sangue. Vaffanculo.
Domani c'è una di quelle manifestazioni a cui non aderisco mai, tipo accendi la candela sul balcone in segno di pace, apri lo sciacquone alle 15 per propiziare la pioggia, ecc. ecc. Domani tutti in tshirt rossa "per testimoniare solidarietà ai coraggiosi amici della Birmania." Sarà anche un'idiozia, quelli vengono impallinati con o senza le nostre magliette rosse, ma io la indosserò.
elena / 27/09/07 @ 19:17:12
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27/09/07
Ero una serata di tango all'aperto, in uno splendido giardino tra scorci industriali della Fabbrica del Vapore. A occhi chiusi, tra le braccia di un ballerino che ti sa portare e ti sa fare sognare. Tutto nel nome del tango e del suo fascino retrò, romantico, poetico, intenso. Finisce Di Sarli, neppure il tempo di una pausa, nè di aprire gli occhi, e parte subito un altro pezzo.
Questo!
elena / 27/09/07 @ 13:27:22
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26/09/07

elena / 26/09/07 @ 11:24:40
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24/09/07
La prima del film su Stadera è stata proiettata nel cortile di via Barrili 18, nel cuore del quartiere. Non sembrava di guardare un film perché ci eravamo letteralmente dentro. Eravamo nei luoghi dove si intrecciano vite disparate, la solitudine della vecchia, la ragazzina forse incinta, il bambino "fanculista" che vuole provare una nuova droga e l'egiziano che vorrebbe smettere di venderla. Storie che non sono storie di fantasia, lì non c'è bisogno di inventare niente. Chi si è inventato qualcosa, piuttosto, sono coloro che hanno collaborato per prendere questa gente e traslocarla in altri appartamenti. Ristrutturare i palazzi e poi ricollocare le famiglie con una logica di integrazione, evitando di scivolare nella sbrigativa formula del ghetto. In poche parole: un culo così. Il film racconta il progetto attraverso uno spaccato di vite. Non è didascalico perché Giovanni non lo è mai stato, ma prende ritmo ed emoziona. Certo, non ho idea di che film possa essere, privato dei commenti di bambini di 5 anni che recitavano "Oooh va' la Sabbrina che cculooo!"
elena / 24/09/07 @ 17:38:10
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20/09/07
Leggete qui.
Forse, noi a San Donato, non ce ne siamo accorti e abbiamo pensato subito male, ad una nuova Amministrazione poco attenta all'ecologia e all'ambiente, dato che nottetempo hanno CANCELLATO buona parte della PISTA CICLABILE!
francesca / 20/09/07 @ 16:49:42
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20/09/07
Ecco. Adesso nella nostra famiglia è arrivata anche lei. E' SOLE. Una capra con l'ingrato compito di far compagnia a Sofia (l'asina) nelle fredde giornate di inverno che presto arriveranno.
Grazie a loro ho scoperto che nè ASINO, nè CAPRA hanno il senso lato che noi umanoidi attribuiamo.
Sia Sofia che Sole sono dolci, intelligienti e curose.
Molto più di me per lo meno!
francesca / 20/09/07 @ 16:39:11
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19/09/07
Giovanni vs Giovanni, ed ecco un'altra prima importante.
“NELLA CITTA’ CHE CAMBIA – storie di un quartiere”
Regia di Giovanni Covini
venerdì 21 settembre alle ore 20.30, nel cortile di Via Barrili 18, Milano.
Parla di Stadera. Periferia maledetta, quartiere espiatorio dei mali di una città come Milano. Parla di un progetto di riabilitazione, così la chiamo io, umana e architettonica.
Giovanni dal suo blog parla così:
“Sapevo che sarebbe successo perché nessun film ti lascia come prima, ma soprattutto perché questo quartiere non è davvero un quartiere normale. E’ una città nella città, con le sue regole a parte, con i suoi valori e addirittura il suo slang. Le cinque storie che compongono questo film parlano di un sacco di cose che non vanno. E mai come in questo caso, davanti a questa sceneggiatura nata dal quartiere, mi è stato chiaro che una storia racconta sempre il tentativo di qualcuno di raggiungere quello che desidera”.
elena / 19/09/07 @ 20:14:15
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18/09/07
Finalmente proiettano l'ultimo film di Giovanni Calamari, amico regista che merita tutto il nostro supporto.
Martha, memorie di una strega.
Mercoledì 19 settembre 2007 – ore 22
Mediateca di Santa Teresa - Via della Moscova 28, Milano
Dal comunicato stampa.
Dura e imponente come le Dolomiti. Dolce e fragile come i sentieri che tagliano l'altipiano dello Sciliar. Martha è lo specchio di una montagna antica fatta di tradizioni, di fiabe, di erbe profumate, di fatica e di solitudine. Nasce a
Bolzano e cresce a Castelrotto, un delizioso e ordinato borgo altoatesino. Troppo ordinato, però. Martha capisce in fretta di essere fuori posto, di non riuscire a seguire la strada tracciata per lei dagli altri. Inizia così una lunga e faticosa ricerca d'identità. Affronta se stessa, il paese, la famiglia con passo deciso, lo stesso delle interminabili camminate in montagna. Sulle sue spalle, insieme al peso dello zaino, porta quello delle sofferenze di tutte le donne che, prima di lei, hanno provato a sgretolare quella gabbia fatta di sassi di prati e di vasi alle finestre. Martha disegna. Disegna sull'erba, sotto il sole, per fermare il senso del proprio affanno. Traccia scudi colorati per proteggersi. Balla intorno al fuoco e racconta storie di fate e di nani. Si spoglia di tutto: vestiti e paure. In paese la chiamano "la malattia di Martha". La giovane donna che voleva i pantaloni alla fine troverà la magia. "Sono una
strega". E poco importa se qualcuno non ci crede.
elena / 18/09/07 @ 11:13:38
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17/09/07
Cari lettori, il dubbio che non fossimo qua è lecito. L'ipotesi che il faro ci avesse salvati dalle inquietudini del mare è realistico. Una mareggiata ci ha colti nel mezzo delle pianure lombrado-venete proprio al rientro delle ferie ma una zattera ci ha salvati. Si chiama Numero 20, grazie!
E così naufraghi sfigati ma molto affiatati abbiam remato insieme, Sottosopra e Numero 20, due agenzie di comunicazione molto simili tra loro che invece di farsi la guerra stanno approdando in terra ferma insieme.
Certo, sarebbe bello se il mare fosse questo...
elena / 17/09/07 @ 13:57:31
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