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28/02/07
Quando non c'è musica che possa consolare,
non progetto che dia entusiasmo alcuno,
quando non c'è modo di sentire oltre,
quello che lei ti fa sentire,
quando il suo pensier
dolor diviene,
quando
forse conviene,
chiudere forte il cuore,
stringere i denti e gli occhi
cercar di disparire e di andare oltre,
capisci che l'amor per lei è così violento
che mai comunque lei potrebbe ricambiare.
Mario, poeta e ballerino di tango.
elena / 28/02/07 @ 13:37:40
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27/02/07
Leggiamo e riportiamo da Spot and Web di oggi.
Peter Michael Grosser, presidente della Consulta Pubblicità di AssoComunicazione, è soddisfatto dell’avvio della Scheda Gare che è stata introdotta a partire dal 1° gennaio 2007. “A poco più di un mese dalla loro adozione
- ha affermato Grosser – già molte Schede sono pervenute in Associazione. Questo dimostra non solo che le agenzie stanno attivamente collaborando ma anche che molti clienti hanno
capito l’utilità di questa iniziativa che è stata adottata anche per tutelare i loro interessi.
La totale deregulation di questi ultimi
anni nella gestione delle gare ha infatti
comportato un enorme, e spesso inutile,
dispendio di energie e risorse da parte
delle agenzie, con il rischio di incidere
negativamente sulla qualità del servizio
fornito ai clienti consolidati.
Tra le gare indette in questo inizio d’anno
- prosegue Grosser – vorrei citare in
particolare Binda che è stata la prima
azienda ad accettare, senza remore, di
compilare e firmare la scheda e di concedere
un rimborso spese alle agenzie
che ne hanno fatto richiesta. Anche la
gara indetta da Barilla sta seguendo i
medesimi criteri e altri casi da segnalare
positivamente sono: Mondadori, Sambonet
e Castorama. Sapere con chi si
compete e chiedere un minimo di rimborso
spese non è nulla di eclatante in
considerazione del grande lavoro che
una gara ben fatta richiede. Molti clienti
se ne rendono perfettamente conto e
non hanno alcun problema ad esaudire
queste semplici richieste. Dunque i primi
segnali sono positivi e fanno pensare
che qualcosa nel sistema stia effettivamente
cambiando. Colgo questa occasione
- conclude Grosser – per incoraggiare
i colleghi affinché le agenzie restino
unite ed insieme abbiano quindi la forza di
seguire questa strada senza timori, per
difendere la qualità del proprio lavoro e gli
interessi di tutto il mercato”.
elena / 27/02/07 @ 11:09:47
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22/02/07
Siamo a Carnevale. Ecco, forse, è questo clima che spinge i nostri parlamentari di opposizione a fare scene teatrali, esultanti, con fogli che volano in aria, urla di giubilio, salti su banchi, parolaccie alla "curva" avversaria.
Non di certo, il fatto che se non si riprendono il potere alla svelta, 34 di loro (uno più uno meno) se ne finiscono in carcere dritti, dritti, senza passare per il via.
francesca / 22/02/07 @ 10:39:52
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21/02/07
"Dove is not anti-age, is pro-age", è la nuova campagna Dove, un marchio che continua a piacerci e a convincerci in comunicazione. Così come gli anticellulite Dove rinunciavano alla solita manciata di anoressiche per mostrare le donne vere, quelle come noi che la cellulite ce l'hanno davvero e non la eliminano con Photoshop, oggi la nuova linea per donne mature dice la verità. Mostra cinquantenni sorridenti e disinvolte, nude di fronte al tempo che passa. Bellissima la head "too old to be an anti-age ad."
Rifatevi gli occhi. www.doveproage.com
elena / 21/02/07 @ 10:59:12
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19/02/07
Alla pagina 10 di Spot and Web si parla della nuova campagna Meeting, sito di incontri.
Sentite qua come presentano l'operazione.
"L’agenzia ha scelto di presentare una nuova figura di donna: moderna, libera, che non ha paura di fare il primo passo, né di dire ciò che pensa e che alla fine della giornata cambia le regole del gioco. Donne sicure e decise che non dimenticano però il loro lato sensuale."...
NUOVA? Ho letto bene? E che c'è di nuovo nel 2007 di una donna libera che non ha paura di fare il primo passo? Dai primi anni 80 il mondo si sforza di convivere con donne "sicure" e "decise" che non dimenticano il loro lato sensuale, anzi te lo sbattono sul tavolo mentre ti ordinano di dar loro gratificazione. Le regole del gioco le hanno cambiate le femministe di 30 anni fa, per l'esattezza, le protagoniste di Sex and the City ne sono il risultato.
Quindi l'articolo prosegue con una precisazione di Maurizio Zorzetto, country manager di Meetic: "Il nostro nuovo head line Cambiamo le regole del gioco spiega in maniera più chiara quello che tutti hanno sempre saputo. Le donne decidono."....
Che bello sarebbe se le donne decidessero di aspettare, avere la pazienza e il talento di esercitare solo il proprio fascino femminile, recuperato dagli archivi storici dell'umanità.
Concludo dicendo che molte donne ne hanno piene le balle del prototipo "donna decisa che sa quel che vuole e cambia le regole del gioco". Oggi per cambiare le regole del gioco bisogna avere il coraggio di tornare alle donne di una volta. Le sex and the city e desperate houswife sono passate come i mandarini ammuffiti da un mese nel mio frigo.
elena / 19/02/07 @ 12:16:35
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14/02/07
Sfortunatamente il mio consumo di libri e film non lascia alcuna traccia nella mia memoria, impossibile ricordare titoli-autori-trame (e che leggo a fare???). Uno degli autori che ricordo e che ho amato moltissimo in questi anni, però, è Nicoletta.... Elisabetta... no, com'è?... Hornby, che non è Nick e neanche Bruce... quella che ha scritto la Zia Teresa... o Marchesa? Insomma, lei presenta il suo nuovo romanzo alla Feltrinelli di P.za Piemonte il 27/02 alle 18,30. Noi là.
elena / 14/02/07 @ 16:45:06
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14/02/07
Je T'Aime Moi Non Plus - Serge Gaingbourg
elena / 14/02/07 @ 12:38:49
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13/02/07
Scopriamo che una delle parole chiave più efficaci che hanno portato al nostro sito è Canon! Vero, qualche tempo fa abbiamo pubblicato un post sull'assistenza Canon di v.le Sarca... Sarca... Sarca... Sarca (altra parola chiave ok!)...
E allora abbondiamo, va'.
Canon, Nikon, Nokia, Panasonic, Sony, V.le Sarca, Vle Monza, Fulvio Testi, Pza Duomo, Via Privata Lecce...
elena / 13/02/07 @ 18:14:10
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13/02/07
Da mamma Marilena.
Ingredienti.
1 litro di latte
4 panini
200 gr di cioccolato fondente
1 confezione di amaretti ( 250 gr)
3 cucchiai di zucchero
1 confezione di pinoli
1 confezione di uvetta
1 confezione di cacao amaro (100 gr)
1 uovo
Procedimento.
Far bollire un litro latte e toglierlo dal fuoco.
Aggiungere e sciogliere il cioccolato e lo zucchero.
Aggiungere i panini a pezzetti piccoli e gli amaretti sbricciolati. Amalgamare il tutto e lasciare a riposo per una notte.
Il giorno dopo.
Passare il tutto al passa verdure
aggiungere il cacao, l’uvetta (messa a bagno in acqua calda e scolata), i pinoli e un uovo.
Amalgamare bene gli ingredienti.
Imburrare e infarinare una teglia e mettere il composto
Far cuocere in forno a 180 ° per un’ora.
Buon appetito.
francesca / 13/02/07 @ 15:26:28
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13/02/07
Progettare il giardino per me significa progettare un luogo, zona di confine e di passaggio tra la forza della natura e il mio bisogno di ordine. Un luogo dove si possa trovare pace e serenità in un disordine che è espressione della forza della natura, del sua camminare, senza sosta e ad ogni costo, verso la vita.
Dal mio giardino deve emergere questa energia e prendendomene cura, lui cura me. Una cura dolce, sottile, costante, antica, priva di violenza e che orienta la forza piuttosto che contenerla. Senza costrizione. Un giardino che sia un accordo e un tributo alla Terra.
Lo immagino variopinto, viola, rosa, azzurro, giallo, allegro e affettuoso senza zone precise e delimitate.
Un luogo di incontro tra la mia esigenza di ombra, di fresco, di allegria e di profumo e la sua ribellione alla costrizione. Un misto di fiori stagionali, fiori annuali, arbusti, alberi da frutto e ortaggi.
Penso alle aromatiche, piante antiche e profumate: rosmarino, salvia, basilico per rinfrescare le insalate estive, menta per i miei infusi e la mia cucina esotica, prezzemolo.
Perché lasciarle lontane da casa, dove ne sentono i profumi sono le api alla ricerca del fiore?
E vicino le piccole prode dell’orto: insalata, pomodori, cipolle, patate. E per l’inverno broccoli e cavoli.
E poi i piccoli frutti, sfiziosi, da rubare nelle ore pomeridiane: uva spina, ribes, mirtilli, more e lamponi. Creano un traffico senza sosta di merli e di altri uccelli che se ne nutrono, lasciando a noi solo i frutti peggiori.
Come non pensare agli scoiattoli e ai loro duri inverni: noccioli e noci, soprattutto, che con il loro lento crescere sopravvivono a noi, ai nostri figli e ai nostri nipoti e saranno l’orologio biologico della Casina.
E ciliegi e fichi per far merenda a fine estate.
Immagino davanti a casa un pergolato di glicine o di uva americana.
E la casa è assalita da rampicanti, vite canadese rossa e gialla in autunno e che ci farà impazzire per tutte le foglie che perderà. E gelsomino, bianco, profumatissimo d’estate.
E al muro dell’ingresso una bella rosa rampicante che contrasta con il violetto dei fiori del glicine.
I vialetti sono tutti di pietra o ghiaia sottile, con l’erba che ci cresce dentro.
Sassi e legno come bordure. Piante in terra e in vaso.
Nei ripiani sotto la terrazza, mi piacerebbe rivedere l’antica vigna.
E una staccionata ricoperta di rose.
E poi un bel prato, succulento, grasso, verde intenso per nutrire la bella Sofia.
francesca / 13/02/07 @ 11:11:21
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13/02/07
Vorrei averlo scritto io perché è anche il mio inverno nel bosco.
"Anche se l’inverno sembra tutto mortificare, nella nuova luce del bosco si riprende a vivere. Camminando immersi in quel bianco di luce propria, tra gli alti tronchi muschiati d’argento, pure il tempo diventa irreale e vivi in un mondo metafisico come dentro un sogno: non ha più peso il tuo corpo, non è faticosa il passo e cammini vagando da pensiero a pensiero. In un infinito tra gli alberi innevati le cose della vita appaiono più chiare."
(Mario Rigoni Stern, Stagioni 2006)
francesca / 13/02/07 @ 10:17:04
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09/02/07
Stamattina ascoltavo un intervento di Silvano Agosti che spiegava la propria interpretazione socio-politica del calcio. La palla è l'operaio. Abituato a prendere calci dalla mattina alla sera. Il calciatore è il padrùn d'azienda, abituato a prendere la palla a calci. I tifosi sono dei guardoni, che invece di giocare a calcio spiano quello che fanno gli altri. Agosti ha sempre una visione laterale (a dir poco) della realtà. E se la palla fosse più semplicemente l'uomo onesto. Il calciatore, il furbetto che prende a calci l'onesto. E i tifosi? Medio-furbetti, troppo pigri o non sufficientemente prepotenti per scendere in campo? Poi ci sono i delinquenti, altra cosa ancora. Quelli di calci ne dovrebbero prendere tanti... ma tanti...
elena / 09/02/07 @ 16:32:39
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06/02/07
Oggi primo giorno di Maria Teresa, soprannominata Emmeti, nuova borderline sottosopra in cerca di esperienza. E' già sul nostro progetto di newbusiness... in bocca al lupo!
elena / 06/02/07 @ 18:07:25
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06/02/07
Benarrivato al piccolo Pietro! fresco fresco di nascita. Il primo, piccolo Sottosopra.
francesca / 06/02/07 @ 10:02:45
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05/02/07

francesca / 05/02/07 @ 16:18:44
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05/02/07
Un cliente parla con Valeria di una questione sulla privacy. Per lui non è assolutamente importante. Valeria, donna-pazienza, lo informa sulle normative.
Rispota del cliente: "Capisco il suo punto di vista. Ma non conta niente."
I casi sono due:
o la legge sulla privacy è un'opinione personale oppure Valeria si è imbattuta in un'idiota.
elena / 05/02/07 @ 12:24:42
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05/02/07
Siamo tutti d'accordo. CHI SE NE FREGA di chi non ascolta, di chi parla e sente solo se stesso, di chi pensa che lui sì che è furbo, di chi ha il macchinone e piange miseria, di chi ti fa una telefonata solo quando gli conviene, di chi è imprenditore e va in Cina perchè tanto adesso ci vanno tutti, di chi è sempre impegnatissimo, di chi non ha mai tempo, di chi deve sempre fare tutto lui.
Via, aria, fuori, sciò, sciò, sciò.
francesca / 05/02/07 @ 12:16:05
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01/02/07
Oggi in Sottosopra è il giorno della svolta. Listino sì, listino no... listino sì! E così ogni volta che si parla di quotazioni parte in automatico Ennio Morricone. On air: Il buono, Il brutto, Il cattivo.
elena / 01/02/07 @ 17:33:31
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01/02/07
Uno dei più gravi difetti dei nostri tempi è NON AVERE IL CORAGGIO di dire le cose come stanno. E' dura vere il fegato di esporsi e di rischiare, eh? Di questi tempi si scambia per furbizia o convenienza il dire sempre mezza verità (se è tanto). Provate a osservare le persone che vi circondano. Sto imparando a riconoscere quelli che stanno zitti perché sono discreti da quelli che tacciono perché non hanno i coglioni. Non hanno il coraggio di pensarla diversamente e dirlo. Di affrontare un contrasto e, magari sì, risultare antipatici. Oh per carità! Che dio ci salvi dal non essere apprezzati! Sto imparando a diffidare da chi si mostra sempre quieto, estraneo o addirittura superiore alle polemiche, che fa opere di bene tipo volontariato in Africa per sciacquare un po' della sporcizia che ha dentro e per colmare quell'intima deficienza che lo rende incapace di prendere posizione. Non conviene, eh? Meglio dotarsi di un'aureola e fingere di essere politically correct (definizione orrenda!) dando esempio di grande abilità nel galleggiare, quieto quieto, in ogni situazione. Beati furbetti, che pastrugnano in affari orgogliosi dell'azienduccia di famiglia, che indossano un camice in ospedale e con esso la faccia pia, che alla fine sono allo stesso livello di chi salta la coda. A questi omuncoli aspiranti santi dedichiamo tutta la nostra faccia di merda.
elena / 01/02/07 @ 11:10:34
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