
E’ stato trovato in appartamento zona Leoncavallo Pino il Topino, piccolo esemplare rattiforme di colore maròn, coda media, orecchie a punta, sorpreso a far pipì dentro un sacchetto. Tradito dal rumore inequivocabile della plastica Coop, Pino il Topino nulla ha potuto di fronte a un’invogliante punta di Camambert, apparecchiata in una sala da pranzo cinta da elegante colonnato in ferro.
Chi volesse adottare Pino il Topino, 1 anno, non sterilizzato, militesente, carattere deciso ma non aggressivo, può rivolgersi a Varasca ore cicchetti.
Un topo è per la vita!

"If a man will begin
with certainties,
he shall end in doubts,
but if he will be content
to begin with doubts,
he shall end in certainties"
Francis Bacon
Ritratto online solo per vanitoso volere della sottoscritta. Varasca non ne sa nulla, e non diremo a nessuno che qualsiasi cosa tocchi diventa un modestissimo frammento d'arte.
(ndr: la libera interpretazione dell'autore supera di gran lunga la triste e cruda realtà)
Mai stati tanto sobri, eppure la papera è lì in Corso San Gottardo ore 23,00 davanti alla vetrina di Intimissimi, per saldi. Che fai, la lasci al destino della strada? Non sente ragioni, sculetta e svolazza per vetrine. Ed ecco che scatta l’operazione “Papera Go Home!”. Il pennuto entra in un cortile di ringhiera, troppo vicino al ristorante cinese per essere abbandonata. L’inseguimento è sotto gli occhi di tutti. Finalmente la presa! Brividino di panico per il voltatile ma basta un minuto per rilassarsi. Placida tra le braccia di Luca, partecipa alle vasche dei fighetti lungo il naviglio e raggiunge il branco nelle acque cristalline della Darsena (!).
p.s. complimenti allo spirito di osservazione dei milanesi che ieri tutto hanno notato fuorché un uomo a passeggio con una papera in braccio!



... ieri un povero navigatore è arrivato su sottosopra.info cercando "salumieri professionisti".
Provare per credere:
www.google.it/search?q=salumieri
20professionisti&hl=it&lr=&ie=UTF-8&start=10&sa=N
Si racconta che "Plutone, dio degli inferi, stanco delle tenebre del suo regno, decise un giorno di affiorare alla luce e vedere un po' di questo mondo... Dopo un lungo e faticoso cammino emerse infine su una pianura bellissima, posta a mezza costa del monte Enna.
Ad un tratto, volgendo lo sguardo, scorse in un prato un gruppo di fanciulle che coglievano fiori con movenze leggere, fiori tra i fiori", fra cui, tra tutte, spiccava Proserpina, figlia della dea Cerere.
Il dio degli inferi si sentì bruciare di desiderio ed amore "....e si precipitò verso di lei, che, scortolo, così nero e gigantesco, con quegli occhi di fuoco e le mani protese ad artigliarla, fu colta dal terrore e fuggì leggera assieme alle compagne....Il dio dell'Ade, in due falcate le fu addosso e l'abbracciò voracemente e via col dolce peso; la pose sul cocchio, invano ostacolato da una giovinetta, Ciane, compagna di Proserpina, che tentò di fermare i cavalli, chè il dio infuriato la trasformò in fonte. Ancora oggi Ciane, con i suoi papiri, porta le sue limpide acque a Siracusa."
Cerere, disperata per la scomparsa della figlia, la cercò per ogni dove, e dopo nove giorni " e nove notti insonni di dolore, decise di rivolgersi a Giove per impetrarlo di farle riavere la figlia; ma Giove nicchiava (come poteva tradire suo fratello?).
Allora Cerere, folle di dolore, decise di provocare una grande siccità in tutta l'isola. E dopo la siccità venne la carestia e gli uomini e le bestie morivano in grande quantità. Non valevano invocazioni e scongiuri alla dea, che era irremovibile.
Giove comprese l'antifona e inviò Mercurio da Plutone per imporgli di restituire Proserpina alla madre. A Plutone non restò che obbedire. Però, prima di farla partire, fece mangiare alla sua amata dei chicchi di melograno", che era considerato dagli antichi il frutto della fedeltà coniugale.
"Quando Cerere rivide la figlia, le si precipitò incontro e l'abbracciò con infinito amore: ma poi seppe del tiro del melograno che le aveva giocato Plutone. Corse da Giove a fargli le sue rimostranze e, come in tutte le cose di questo mondo si giunse ad un accordo: per due terzi dell'anno Proserpina sarebbe stata dalla madre e per un terzo dal marito sotto la terra, indicando così la buona e la cattiva stagione nel mondo."
Nino Muccioli - Leggende e racconti popolari della Sicilia - Newton & Compton Editori
Gian Lorenzo Bernini
Scultura barocca in marmo (1621-1622)
Roma, Galleria Borghese
